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Contabilità

Il vademecum. Come allineare correttamente la Piattaforma di Certificazione dei Crediti

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La Piattaforma di Certificazione dei Crediti (PCC) riveste un ruolo fondamentale nel velocizzare i pagamenti commerciali della Pubblica Amministrazione. Tutto parte dalla Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018) che dai commi 849 a 962 detta le puntuali regole per la gestione dei debiti commerciali. Recentemente anche l’IFEL (Istituto di Finanza ed Economia Locale) dell’Anci, con una nota di approfondimento del 10.04.2019 ha chiarito alcuni aspetti importanti delle nuove scadenze previste dalla Legge di Bilancio 2019, in riferimento ai commi che regolano il rispetto dei tempi medi di pagamento e delle comunicazioni alla PCC. Andiamo a vedere come adempiere alla normativa.

Obblighi e sanzioni 

I commi 857-868 delineano le sanzioni in caso di inadempienze.

Il comma 868 prevede che, a partire dal 2020, l’obbligo di accantonamentContio al fondo di garanzia dei debiti commerciali in misura pari al 5% degli stanziamenti di spesa per acquisto di beni e servizi scatta nel caso in cui:

• Non siano pubblicati l’ammontare complessivo dei debiti ai sensi dell’art. 33 del DL 33/2013. Pubblicazione da fare sul sito web nella sezione “Amministrazione Trasparente”; • Non siano comunicate alla PCC le informazioni richieste dal comma 867 (Stock del debito commerciale) ed anche le informazioni dell’avvenuto pagamento delle fatture.

Come definire lo stock 

Lo stock si riferisce a tutte le fatture totalmente o parzialmente non pagate entro il 31.12.2018, tenendo conto che le note di credito hanno l’effetto di ridurre lo stock del debito. Non sono da considerare:

• le fatture non pagate perché  «sospese» per contenziosi o  contestazioni;
• le fatture non pagate in stato  «non liquidabile;
• le fatture di cui pagamenti  sono già stati disposti entro il  31.12.2018.

Sarà fondamentale la collaborazione dei vari uffici dell’Ente i quali dovranno, ciascuno per propria competenza, effettuare un puntuale check-up di tutte le fatture e note di credito in proprio possesso confrontandole, poi, con quanto effettivamente trasmesso in PCC. Le varie discordanze andranno valutate e corrette fattura per fattura direttamente in PCC.
Si tratta di un lavoro che richiede parecchio tempo e strumenti di controllo, di incrocio dati e di verifica adeguati, nonché una organizzazione metodologica appropriata.

Sistemare i disallineamenti 

La comunicazione dello stock dei debiti commerciali troverà, quasi certamente, un disallineamento con quanto contenuto in PCC. I motivi possono essere diversi. Ad esempio:

• La PCC non è stata correttamente alimentata dai vari sistemi informatici o manualmente. Questa, ad oggi, si sta rivelando la causa principale delle discordanze;

• I pagamenti, anche per chi ha adottato il Siope+, non sono stati correttamente agganciati alla relativa fattura;

  • Mancata comunicazione dell’effettiva scadenza del pagamento;
  • Mancano le informazioni di effettiva non pagabilità della fattura (sospensione, contenzioso, Durc ecc…).

Gli uffici dovranno effettuare tutti i vari controlli di incongruenza per verificare le motivazioni di un eventuale disallineamento ed effettuare tutte le modifiche direttamente in PCC attraverso le funzioni messe a disposizione.

È importante, come sottolinea l’IFEL, che si raggiunga la giusta dimensione di esposizione debitoria da parte dell’Ente anche perché tutti i controlli futuri, con annesse sanzioni, avranno come unico parametro di riferimento i valori esposti in PCC.

Cosa succederà in futuro?

Definito ed allineato lo stock del debito questo sarà il valore da ridurre annualmente di almeno il 10%, indipendente dai tempi medi di pagamento.
Il comma 862 prevede che, entro il 31 gennaio di ogni anno con delibera di Giunta o di Consiglio comunale debba essere costituito il fondo di garanzia debiti commerciali, sugli stanziamenti dell’esercizio in corso per acquisto di beni e servizi, su cui non sarà possibile fare impegni e pagamenti (al pari del FCDDE) se si verificano le seguenti condizioni:

5% per mancata riduzione del debito di almeno il 10% del debito commerciale residuo oppure per ritardi superiori a 60gg;

  • 3% per ritardi compresi tra 31gg e 60gg;
  • 2% per ritardi compresi tra 11gg e 30gg;
  • 1% per ritardi compresi tra 1g e 10gg.

Siccome è la PCC il riferimento assoluto diventa fondamentale la sua corretta dimensione.

Vincenzo Iennaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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