LOADING

Type to search

Patrimonio

L’inventario è un banco di prova per la collaborazione nell’ente

Share

L’articolo 2 del dlgs n. 118/2011 prevede, per gli enti in contabilità finanziaria, l’adozione di un sistema contabile integrato che garantisca la rilevazione unitaria dei fatti gestionali nei loro profili finanziario ed economico-patrimoniale. La prima attività richiesta è la riclassificazione delle voci dell’ultimo conto del patrimonio chiuso secondo il DPR 194/1996, per ottenere il primo stato patrimoniale (apertura 1.1) il che, in ambito inventariale, si traduce nella necessità di riclassificare le singole voci dell’inventario secondo il piano dei conti patrimoniale. La seconda attività richiesta consiste nell’applicazione dei criteri di valutazione dell’attivo e del passivo previsti dal principio applicato della contabilità economico patrimoniale (con rimando ai principi dell’OIC) all’inventario e allo stato patrimoniale riclassificato.

Sicuramente questa seconda attività è quella più pregnante in quanto l’applicazione dei nuovi criteri di valutazione implica, innanzitutto, la necessità di avere piena consapevolezza del proprio patrimonio.

Per questo, prima di applicare i nuovi criteri, è caldamente consigliata una riflessione sullo stato dell’arte del proprio inventario per valutare l’opportunità di una RI MAPPATURA dello stesso, soprattutto sul fronte immobiliare, la componente più strategica del patrimonio dell’Ente.

Cosa significa RI MAPPARE il proprio patrimonio? Significa fare un lavoro molto preciso e accurato che preveda, utilizzando anche strumenti cartografici, per esempio, essere certi di aver considerato tutti i beni nella titolarità giuridica dell’Ente, averli inquadrati con un costo storico definito correttamente, avere una chiara destinazione d’uso del bene coerente con la categoria catastale assegnata, avere incrementato quel valore storico negli anni successivi in base ad un reale concetto di manutenzione straordinaria, aver considerato  anche eventuali incrementi di valore non transitanti da finanziaria (scomputo oneri, lottizzazioni, lasciti, donazioni, permute, ecc..), aver considerato i beni in proprietà per l’area, non avere beni inseriti a valore zero, avere contezza degli eventuali beni vincolati per decreto, inquadrare gli eventuali beni di terzi in uso presso l’Ente, essere pienamente consapevoli della modalità di utilizzo e gestione dei beni e molto altro …

Queste richieste implicano una presa di coscienza e responsabilizzazione dei settori coinvolti ed una collaborazione tra l’area Finanziaria, Tecnica e Amministrativa, in quanto, come spesso affermiamo, l’Inventario non è un “problema” della Ragioneria ma un tema che vede coinvolti i diversi settori dell’Ente, ciascuno per la propria competenza ed esperienza.

E’ solo così facendo che si potrà non solo impostare una banca dati corretta e completa che sia efficacemente gestibile (aggiornamenti annuali, adempimento ex art. 2 comma 222 Finanziaria 2020 – comunicazione al MEF sezione Immobili) ma anche impostare una politica di pianificazione e programmazione temporale degli interventi di riqualificazione e manutenzione del patrimonio, al fine di migliorare la qualità dei fabbricati e del territorio nel suo complesso, evitando sprechi.

Federica Soave

(Responsabile Area Patrimonio e Inventario Kibernetes)

Tags:

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *