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Contabilità

Opere pubbliche: l’FPV non fa più paura

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di Gianluigi Sbrogiò

I l processo di armonizzazione contabile ha introdotto nuovi cardini della contabilità pubblica. Due riguardano da vicino l’iter gestionale delle opere dalla decisione di realizzarle alla loro conclusione: il principio della contabilità finanziaria “potenziata” e la gestione di Fondo Pluriennale Vincolato (c.d. FPV).
Il principio della contabilità finanziaria potenziata è strettamente connesso al concetto di FPV e, soprattutto nel caso delle opere pubbliche implica un costante monitoraggio e conseguente aggiornamento del legame tra iter di realizzazione “tecnica” e gestione finanziaria delle stesse.
Questa conciliazione non è fine a sé stessa perché permette di impiegare le risorse destinate alle opere in maniera più efficiente e contribuisce in modo significativo a migliorare la previsione e la gestione sia di competenza che di cassa del bilancio.
Le ristrettezze finanziarie con cui sono costrette a confrontarsi le amministrazioni negli ultimi anni inducono alla ricerca di un miglioramento dell’efficienza nelle procedure di spesa in conto capitale aumentando la quantità e qualità delle informazioni in correlazione ai procedimenti tecnici e finanziari.
Nell’iter di gestione delle opere pubbliche la parola d’ordine è sempre di più: “programmazione”.
Senza una programmazione che tenga conto di tutti i vincoli finanziari e di equilibrio di bilancio si rischiano ritardi nella realizzazione delle opere con effetti negativi non solo economici, ma anche di immagine delle Amministrazioni.
Oltre alla progettazione di nuove opere occorre tener con
to che, prima della redazione dei programmi triennali dei lavori pubblici, le Amministrazioni dovranno effettuare la ricognizione delle opere in corso e valutare se completarle, ridimensionarle, o addirittura sospenderne l’iter di realizzazione.
Definire in modo puntuale il momento in cui l’opera è funzionale permette di apportare tempestivi aggiornamenti alla banca dati del patrimonio necessari questi ultimi alla corretta rendicontazione annuale nello Stato Patrimoniale.
In questo scenario si inserisce una difficoltà organizzativa alla quale fino ad oggi non sono state date risposte efficaci, e cioè l’auspicata gestione cooperativa tra Ufficio Tecnico ed Ufficio Ragioneria.
In Kibernetes abbiamo deciso di affrontare questa problematica su due livelli: progettando un applicativo con funzioni specifiche dedicate ad entrambi i settori organizzativi, con funzioni di dialogo tra i due e mettendo a punto un iter metodologico per la ricognizione e il riordino finanziario delle opere in corso.
La prima sfida è stata progettare un vero e proprio “sistema informativo”, una banca dati che rappresenta il repository unico di tutti i documenti e le informazioni afferenti le opere pubbliche dell’Ente e di renderle facilmente ed immediatamente disponibili a tutti gli attori interessati. Agli amministratori che hanno bisogno di informazioni aggiornate e attendibili per la programmazione di bilancio, ai ragionieri che devono avere visibilità sulle opera
zioni finanziarie collegate alle diverse opere e ai tecnici che hanno l’esigenza di raccordare i piani operativi con i cronoprogrammi finanziari.
La seconda sfida è stata realizzare delle funzioni applicative per facilitare il lavoro di gestione e rendicontazione specifica che ciascun ufficio ha in carico. I tecnici potranno usufruire di un software per alimentare il sistema di Monitoraggio Opere Pubbliche della Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (c.d. BDAP-MOP) utilizzando le informazioni raccolte e gestite dalla banca dati dell’applicativo. Inoltre potrà essere predisposto il Piano Triennale delle Opere che costituisce documento fondamentale nel ciclo della programmazione. I ragionieri hanno a disposizione un innovativo strumento per simulare in tempo reale le dinamiche dei cronoprogrammi e quindi le variazioni automatiche degli stessi.
Come è nel DNA di Kibernetes, al fine di massimizzare i vantaggi delle innovazioni, abbiamo progettato un servizio per dare ai nostri clienti un supporto metodologico che consenta una valida ricognizione e quindi un riordino delle opere in corso in modo tale da evidenziare e documentare non solo problemi negli stati di avanzamento dovuti a difficoltà finanziarie o di altro tipo, ma anche possibilità di recuperare risorse da impiegare in altri progetti.
Il tutto a beneficio di una migliore programmazione che già potrà essere messa in atto per il prossimo esercizio finanziario.

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