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Interviste Software per la PA

Laura Castellani: il TIX, l’ecosistema cloud a disposizione dei Comuni toscani per utilizzare software e servizi evoluti

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Laura Castellani, responsabile del TIX

Laura Castellani, Responsabile dell’Ufficio per la transizione al digitale, infrastrutture e tecnologie della Regione Toscana ci racconta della piattaforma cloud Tuscany Internet eXchange, e del ruolo cruciale che può svolgere nello sviluppo dell’innovazione del territorio, in cooperazione con gli operatori privati che lavorano con la Pubblica Amministrazione. 

Un esempio concreto di questa collaborazione è il Comune di Signa, che oggi può usufruire del TIX grazie a KSD Demografici. Un binomio che moltiplica i vantaggi: piattaforma ed infrastruttura sono infatti al passo con la tecnologia e con la normativa e questo permette di avere un applicativo veloce, sicuro, pratico, che aumenta l’efficienza dell’ufficio. 

Parliamo del TIX, cos’è? 

Il TIX, il cui nome sta per Tuscany Internet eXchange, nasce negli anni 2000 come internet service provider, e quindi come un nodo di internet. All’epoca era solo un Centro Elaborazione Dati ma da subito lo abbiamo fatto progressivamente evolvere in un sistema di erogazione di servizi per tutta la pubblica amministrazione toscana. 

Qual è quindi il posizionamento strategico del Tix all’interno della Strategia Nazionale dello sviluppo tecnologico del paese?

Oggi il TIX sta compiendo tutte le procedure per qualificarsi come provider di servizi in cloud e certificarsi come polo strategico nazionale. Siamo anche accreditati da Agid come erogatori del servizio di conservazione dei documenti digitali. Ciò che è importante è che il TIX sia un luogo di aggregazione e di erogazione di servizi in cloud per la PA e per il mondo sanitario toscano. Quello che mi piace sottolineare è che il TIX è la casa di tutte le nostre piattaforme e infrastrutture, oltre a essere un luogo di erogazione di servizi per il territorio. 

Qual è la filosofia alla base del TIX? 

La nostra logica è sempre stata quella non di scegliere un software da far usare agli enti ma di mettere loro a disposizione dei layer,  delle piattaforme, che poi ognuno può usare per erogare i servizi ai propri cittadini. Autenticazione, interoperabilità del protocollo informatico, pagamenti on line, conservazione a norma sono così indipendenti da uno specifico software ma capaci di interfacciarsi con quelli compatibili che l’ente può scegliere. 

Oltre la Toscana ci sono altre regioni nel nostro paese che stanno portando avanti una sperimentazione come questa? 

L’idea è che ogni Regione faccia da punto di aggregazione per il territorio, per superare la situazione attuale fatta da migliaia di data center dei vari enti, che quasi mai sono sicuri e che non permettono economie di scala e alta qualità dei servizi. È chiaro che non si può passare in una sola volta ad un data center unico. In un quadro così frammentato, bisogna razionalizzare ma con gradualità. 

Cosa comporta il passaggio da tanti data center a uno unico come il TIX toscano?

È impensabile che un ente, magari piccolo, possa impegnare da solo i fondi necessari per creare una struttura che gestisca le tematiche tecnologiche emergenti con livelli di servizio adeguati. Prendiamo, ad esempio, il tema della sicurezza e di tutte le misure che devono essere adottate dagli enti per poter garantire il GDPR le politiche sulla privacy. Stesso discorso per il disaster recovery o la business continuity: ambiti che possono essere gestiti soltanto centralmente. Avere quindi un soggetto che possa fare gli investimenti necessari, realizzando infrastrutture altamente qualificate per metterle a disposizione degli enti è molto importante. La Toscana lo sta facendo da tanti anni e vuole essere all’avanguardia nelle politiche di innovazione offerte al territorio. 

Finora è andato tutto liscio? 

All’inizio gli enti avevano il timore di perdere il controllo dei propri sistemi informativi trasferendoli al TIX. Ciò ha creato delle perplessità e resistenze: come se un comune si sentisse portar via il proprio Ced e vanificare gli investimenti fatti. Su questo siamo intervenuti e intrapreso una strada che riteniamo vincente, quella cioè di erogare servizi infrastrutturali che un comune da solo non ha convenienza a gestire, lasciando all’ente la scelta dei software e di alcuni livelli di gestione. 

Le imprese esterne che forniscono servizi hanno avuto un ruolo?

Certo, e molto importante. Perché questo è un ecosistema dove tutti hanno una funzione specifica e indispensabile. Da un lato la Regione mette a disposizione l’infrastruttura, dall’altro i fornitori fanno da facilitatori tra gli enti e il TIX, mettendo loro a disposizione gli strumenti e le tecnologie necessarie. Ed è proprio questo uno dei ruoli fondamentali svolti dalle aziende fornitrici di servizi, le quali hanno fatto da connettori tra l’infrastruttura regionale ed il sistema informatico comunale. I fornitori di servizi ci hanno aiutato a superare le resistenze dei Comuni di cui parlavamo prima. 

Ce ne sono altri?

Lavorare insieme ad un fornitore esterno per un ente è molto importante perché gli permette di collaborare con team formati da personale con alte professionalità. Nello specifico, l’inserimento di fornitori esterni in questo ecosistema ha dato la possibilità di fare test e attivare soluzioni che un comune da solo non avrebbe la possibilità di fare. 

Parliamo un po’ della parte cloud

Il cloud rappresenta un’opportunità incredibile per i comuni, perché comporta notevoli vantaggi: assistenza più puntuale, contenimento dei costi e, non ultimo, migliori performance. Quanto più il software è di nuova generazione, tanto più potrà beneficiare dei vantaggi del TIX. Ad oggi però non tutti gli applicativi sono pronti. 

C’è un’esperienza concreta?

In alcuni casi, l’analisi congiunta svolta dai nostri tecnici e da quelli delle aziende ha permesso di identificare criticità nell’architettura informatica e quindi non imputare inefficienze alla connettività, che talvolta è additata come causa di cattiva qualità del servizio. Questo tipo di test non possono essere fatti dal singolo Comune ma c’è bisogno di un team di professionisti e di un’infrastruttura adeguata che possiede diverse macchine per poter arrivare a risultati concreti ed univoci. In ogni caso, una connettività veloce ed adeguata è importante, ma non è l’unico requisito per un servizio di qualità. 

Cosa è emerso dai test? 

Abbiamo potuto dimostrare che il problema era in alcune parti dell’applicativo che non erano in cloud. Mi collego al discorso fornitori che abbiamo appena affrontato: avere software adeguati è molto importante. 

Qual è stato per Signa il vantaggio di avere un fornitore all’altezza?

Il TIX è un luogo dove si lavora e si fanno crescere insieme le applicazioni. Spinge tutti a migliorare: i fornitori, perché permette loro di testare i bug e di far uscire le best practice; gli enti perché permette di avere dei prodotti disponibili senza dover ogni volta fare test di installazione. In sostanza, risparmiare tempo e risorse. Ma a beneficiarne saranno soprattutto i cittadini, come quelli del Comune di Signa, che hanno visto velocizzare e migliorare il servizio. Il fine ultimo del nostro lavoro congiunto è quello di portare servizi di maggiore qualità. 

Barbara Baldacchini

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